L'alprazolam è un ansiolitico appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, più precisamente una triazolo–benzodiazepina, a breve durata d'azione ma estremamente potente, che viene usato contro gli attacchi di panico e diversi disturbi da ansia.
La molecola venne scoperta nei centri di ricerca Upjohn e successivamente fu acquisita dalla Pfizer.
Alprazolam è risultato efficace nel trattare l'ansia da moderata a grave e gli attacchi di panico. Non viene comunque considerato un trattamento di prima linea da quando sono stati sviluppati gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina. In alcuni paesi, ad esempio in Australia, alprazolam non viene più raccomandato per il trattamento degli attacchi di panico per i problemi di tolleranza, dipendenza e abuso ad esso associati.
Lo stato d'ansia che spesso si associa alla depressione è sensibile al trattamento con alprazolam. Le evidenze di efficacia derivano da studi clinici sistematici che però si limitano a 4 mesi di durata di trattamento per il disturbo d'ansia. Inoltre gli studi e le ricerche effettuate sulle proprietà antidepressive di alprazolam sono piuttosto eterogenee e di scarsa qualità e si sono limitate a valutare gli effetti a breve termine del farmaco contro la depressione. In uno studio i pazienti che assumevano alprazolam a dosaggi elevati hanno sviluppato una sindrome depressiva, fortunatamente reversibile.
Nei soggetti in trattamento è possibile che si verifichino disturbi a carico dell'apparto gastroenterico (diminuzione dell'appetito, dispepsia, secchezza delle fauci, nausea, vomito, stipsi), disturbi psichiatrici e del sistema nervoso (eccessiva sonnolenza diurna, atassia, cefalea, amnesia anterograda, affaticabilità, perdita di coordinazione motoria, vertigine, difficoltà nell'eloquio, confusione mentale, irrequietezza motoria e alterazione dell’umore, idee suicide. Il farmaco può determinare anche altri effetti quali disinibizione, ittero (evento molto raro).
Xanax Side Effects
giovedì 2 aprile 2015
aloperidolo
L'aloperidolo è un farmaco antipsicotico ed è il capostipite della famiglia dei butirrofenoni. È un neurolettico dotato di un elevato effetto incisivo, un effetto antipsicotico e sedativo e un potente effetto antiemetico. È il farmaco antidelirante e antiallucinatorio per eccellenza.
È stato scoperto in Belgio nel 1958 da Paul Janssen (medico e ricercatore farmaceutico) durante alcune ricerche sugli antidolorifici derivanti dall'oppio. Usato nei pazienti psichiatrici per trattare l'agitazione psicomotoria, si rivelò un potente antipsicotico a dosi di molto inferiori a quelle della clorpromazina e divenne uno dei farmaci più utilizzati in psichiatria.
I principali effetti collaterali sono:
- sintomi parkinson-simili (denominati disturbi extrapiramidali) per lo più durante la fase iniziale della terapia e generalmente reversibili: rigidità muscolare, povertà di movimenti e tremori
- discinesie motorie tardive, persistenti nel tempo, consistenti in movimenti ritmici involontari della lingua, della faccia, della bocca o della mandibola (protrusione della lingua, gonfiamento delle guance, masticazione) a volte anche delle estremità: questi effetti si verificano spesso negli anziani trattati per lungo tempo e non esiste una terapia specifica risolutiva (sono considerati irreversibili).
- altri effetti indesiderati sul sistema nervoso (irrequietezza, sonnolenza, confusione), sul sistema cardiocircolatorio (tachicardia, ipotensione), effetti ematologici (riduzione del numero delle cellule ematiche), effetti sul fegato, sulla pelle, disordini endocrini e disturbi neurovegetativi (secchezza della bocca, ipersalivazione, turbe visive, ecc.)
Come altri farmaci antipsicotici anche l'Aloperidolo potrebbe provocare raramente la sindrome neurolettica maligna (S.N.M.), un gruppo di sintomi potenzialmente mortale caratterizzato da febbre elevata, rigidità muscolare, acinesia, elevati livelli di creatinfosfochinasi (CPK) sierica, disturbi neurovegetativi (irregolarità del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, tachicardia, aritmie), alterazioni dello stato di coscienza che possono progredire fino al coma. Può provocare anche glaucoma ad angolo chiuso.
cardiotossicità dell'aloperidolo
L'aloperidolo viene venduto sotto i marchi registrati Aloperidin, Bioperidolo, Brotopon, Dozic, Duraperidol (Germania), Einalon S, Eukystol, Haldol, Halosten, Keselan, Linton, Peluces, Serenace, Serenase e Sigaperidol.
sabato 6 dicembre 2014
Marcel Bascoulard
Marcel Bascoulard nacque nel villaggio di Saint-Florent, nello Cher nel 1913.
Nel 1932, non ancora ventenne, perse il padre, eliminato da un colpo di pistola della madre Marguerite, che visse di poi il resto della vita in un ospedale psichiatrico.
Perseguita, senza successo, l'idea di farsi ferroviere, Marcel si trasferirà a Bourges, per intraprendere la carriera di clochard.
Ha un buon talento di disegnatore e i suoi disegni vengono accettati come merce di scambio dai commercianti cittadini.
Verso il 1940, comincia a vestirsi da donna, ma non c'è nulla di sexy nella sua acconciatura, che serve al massimo ad attirargli il dileggio e le sassate dei monelli locali. Gli psichiatri parleranno di identificazione con la madre.
Dalla comunità locale è comunque accettato, se non apprezzato, il giornale locale, Le Berry républicain, lo definirà il Diogene d'Avaricum, dal nome del quartiere (di origine romana) in cui si è istallato in compagnia di una numerosa colonia di gatti randagi. Ma il riconoscimento sarà soprattutto postumo.
La vita di Marcel termina tragicamente nel 1978, quando viene strangolato in circostanze mai chiarite.
Patrick Martinat gli ha dedicato un libro, Bascoulard. Dessinateur virtuose, clochard magnifique, femme inventée, corredato delle riproduzioni dei suoi disegni e delle fotografie che egli stesso si faceva con l'autoscatto. In occasione del centenario della nascita ne è uscita una seconda edizione.
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domenica 23 novembre 2014
L'imperatore degli Stati Uniti
Joshua Norton (1819-1880) è un imprenditore inglese trapiantato a San Francisco.
Arricchitosi con la speculazione immobiliare, tenta nel 1852 una speculazione sul riso, approfittando del fatto che la Cina, in preda a una grave carestia, ha interrotto le esportazioni.
Completamente rovinato, è dichiarato fallito nel 1858 e lascia per qualche tempo la città.
Ma la disavventura deve aver compromesso il suo equilibrio, infatti al suo ritorno, spedisce lettere a tutti i giornali, con cui si autoproclama imperatore degli Stati uniti a questo titolo aggiungerà anche quello di protettore del Messico.
Norton I pubblica le sue leggi e stampa anche dollari
Gli abitanti di S. Francisco lo assecondano e nei negozi dove lo conoscono accettano in pagamento i suoi dollari.
Alla sua morte un'immensa folla ne seguirà i funerali.
giovedì 20 novembre 2014
sabato 15 novembre 2014
sabato 1 novembre 2014
malarioterapia
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| Julius Wagner von Jauregg |
Venne messa a punto da Julius Wagner von Jauregg, neurologo austriaco che, per questa scoperta, fu insignito del premio Nobel nel 1927.
La connessione tra febbre alta e modificazioni del decorso di alcune malattie mentali era già stata notata, Jauregg cominciò i suoi studi nel 1887, infettando sui suoi pazienti con l'erisipela, una malattia della pelle provocata dallo streptococco, e proseguì poi con la tubercolina, ma con esiti fallimentari.
Jauregg si occupava soprattutto della paresi generale in pazienti sifilitici. Le sue ipotesi di lavoro furono confermate dalla scoperta dell'agente patogeno della malattia, il treponema pallidum (1905) e dalla constatazione che accessi febbrili contrastavano la penetrazione nella corteccia cerebrale del batterio.
Ad aiutare le ricerche dello scienziato fu la guerra.
Nel 1917 fu ricoverato nella sua clinica un soldato ferito da una granata e affetto da malaria terzana.
Jauregg inoculò il sangue del ferito in incisioni praticate su nove dei suoi pazienti, tre dei quali guarirono completamente.
Il metodo sembrava funzionare e a differenza dei tentativi precedenti aveva anche il vantaggio che, con il chinino, era possibile controllare gli effetti della cura.
Il metodo si affermò anche in Italia, dove però, sugli schizofrenici, proseguirono anche gli esperimenti con iniezioni di tubercolina, nucleinato di sodio e trementina, seguendo il protocollo, dagli effetti scarsi, messo a punto da Augusto Tamburini fin dal 1906.
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